08/10/2007
08/10/2007 21:46
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sì, viaggiare...
Archiviato da maiaB in: vita vissuta, allucinazioni
metti che sei lì, nel bus, sovraffollato, come al solito. metti che c'è talmente tanta gente che non riesci a trovare nemmeno un centimetro di palo a cui reggerti. poco male, tanto i passeggeri sono così stipati che non c'è verso di cadere.
non c'è verso nemmeno di respirare, a dire il vero.
scendere poi è impossibile. dopo un po' l'autista, memore della povera signora rimasta spiaccicata sui vetri durante l'ultimo tentativo, nemmeno cerca di aprire più le porte. passati i primi mugugni, nessun passeggero protesta più. son tutti rassegnati a vivere incastrati fra i gomiti e le ginocchia (e l'alito pesante) dei propri vicini.
accanto a me, per esempio, c'è una che ha incontestabilmente mangiato dell'aglio. che c'entra, anche a me piace, ma santo cielo, alle otto di mattina?
comunque, dicevo. metti che sei (al solito) terribilmente in ritardo e che dall'altro lato rispetto alla signora dell'aglio ti ritrovi uno che ha decisamente bisogno di una doccia.
metti che a poca distanza c'è un tizio, chiaramente un neofita da bus, che si ostina a lamentarsi del traffico e della guida dell'autista e delle persone che gli pestano i piedi e delle tasse e piove governo ladro.
metti che ti stai innervosendo un poco e, con manovre da vero contorsionista, riesci a tirar fuori il cellulare (di provare a leggere non se ne parla, lo spazio minimo indispensabile per reggere un libro in queste condizioni non esiste. senza contare che l'atto della lettura sembra contrariare gli altri passeggeri. ogni volta ti guardano come pensassero: ma guarda questo... siamo imbottigliati nel traffico, sono in ritardo, sono in piedi, sono pestato e sballottato, ho un mare di tasse da pagare e piove, governo ladro, e tu leggi?).
almeno puoi mandare messaggini idioti agli amici. così, per ammazzare il tempo. o per rompere i coglioni a quelli che possono permettersi di dormire alle otto di mattina.
metti che, con grande sforzo, riesci a tendere il braccio telefonomunito in alto e, novello superman, la testa reclinata all'indietro, gli occhi ridotti a fessure nello sforzo di vedere lo schermo, inizi a digitare sms alla velocità della luce.
ecco, in quel momento ti accorgi che l'immancabile vecchina sta leggendo tutto quello che scrivi.
provi a spostare il cellulare per impedirle la visuale.
ma quella, imperterrita, muove il vetusto capo e continua a sbirciare.
diamine, non stai scrivendo nulla di compromettente, ma la cosa ti fa imbelvire.
brutta vecchia irrancidita, scommetto che fai tante storie per la cataratta che non ti dà tregua e poi leggi benissimo su un minischermo in movimento lettere minuscole che anche io distinguo con difficoltà!
ma che ti ridi?
e va bene, l'hai voluto tu!
e allora ti metti a scrivere e inviare oscenità che nemmeno hai mai immaginato di conoscere.
robe che nemmeno cicciolina e moana pozzi messe insieme...
la vecchina, finalmente, distoglie lo sguardo.
e tu, in quel preciso istante ti rendi conto che i messaggi li stavi inviando a tua madre...






